E bene si miei cari a quanto pare ”Joker” ha vinto un altro premio. Ha vinto per l’esattezza il premio “KINÉO” (assegnato dal Ministero della Cultura Italiana). Inoltre è stato nuovamente premiato a Venezia. Ad oggi “Joker” è il film più premiato della storia della DC Warner.
Ma buongiorno miei cari e benvenuti su “Un Nerd Al Cinema”, come potrete immaginare oggi una bella recensione di un film che manco ve lo sto a dire quanto faccia schifo, sharknado a confronto è un film d’autore impegnato degno di oscar. Pronti? Bene. Tutto è iniziato un paio di giorni fa che cazzeggiavo su YouTube e vedo che Synergo (un canale che seguo che parla di cinema) carica un video su sto film e ne parla malissimo, allora da buon masochista cinematografico quale sono e avendo prime video decido di vederlo anche io per vedere se Synergo aveva ragione oppure no……..una cosa a dir poco imbarazzante. Il film in breve parla di una eterna lotta tra vampiri e lupi mannari (cosa in alcun modo ripresa da un infimita quantità di film tipo Underworld), in questo film abbiamo inoltre una Lindsey Lohan che ricorda Corinna di Boris ai tempi d’oro (una cagna maledetta pazzesca), sapete tra un ricovero per disintossicarsi ed un altro qualche entrata ci deve pur essere. In questo film la signorina Lohan ha il ruolo della first lady degli Stati Uniti. Beh in breve la storia parla di sti gruppi che si danno la caccia a vicenda in modo alquanto imbarazzante problema potrebbe essere la fotografia del tutto fuori contesto? O che a metà del film ad un certo punto gli attori smettano di parlare del tutto e che iniziano a parlare fuori campo, si perché a quanto pare sti tizi hanno anche io dono della telepatia per comunicare, quindi si vede sti stronzi che si muovono e basta senza spiccicare una parola. In breve un film da buttare, manco volutamente trash allora li diresti “vabhe fatto male ma almeno è trash in modo bello” no manco per il cazzo. Come ho detto “Sharknado a confronto merita l’oscar” e Sharknado è una pietra miliare del trash americano.
Avrete notato che da un po’ di giorni Netflix ha rimesso “Boris” nel suo catalogo, beh l’ho rivisto e finito appena me ne sono accorto e ho pensato di parlare di uno dei ruoli interpretati nella serie, quello di Duccio ( Ninni Bruschetta) o meglio del suo lavoro quello del direttore della fotografia. Molti in effetti mi chiedono che lavoro sia quello del direttore della fotografia nello specifico in quanto molti credono che sia solo quello che sistemi le luci su un set. Errore madornale. Vi chiederete però “tu che ne sai dei direttori di fotografia?” Beh prima di tutto sono un fotografo e poi comunque ho anche studiato la figura del direttore della fotografia negli anni per diletto e per approfondimento professionale (oltre ad averlo fatto in vari cortometraggi) ma bando alle ciance e iniziamo.
Cos’è il Direttore della Fotografia?
Il direttore della fotografia è il responsabile della fotografia cinematografica durante la realizzazione della pellicola. In maniera estensiva, a volte, viene definito tale anche chi decide le luci di uno spettacolo teatrale, di uno spettacolo televisivo in studio, di un concerto o di una sfilata di moda, mestiere che più probabilmente sarebbe corretto chiamare “direttore delle luci” o “light designer”. Al cinema/fiction televisive è considerato una delle figure professionali più importanti della troupe, poiché è responsabile dell’impatto visivo delle immagini sullo spettatore. Può lavorare con una certa autonomia decisionale, oppure a stretto contatto col regista e con altri elementi della troupe (fra i quali l’operatore di macchina, scenografo). Oltre alle conoscenze tecniche, il direttore della fotografia deve avere anche doti artistiche, essendo la fotografia un processo creativo ed interpretativo assai complesso. Non mancano direttori in grado di “interpretare la luce” e di dare coerenza visiva alle riprese connotandole con un’ impronta autoriale del tutto professionale.
Mansioni di un direttore della Fotografia
Le principali mansioni di un direttore della fotografia sono:
la composizione dell’inquadratura
la disposizione delle luci
controllo dei movimenti di macchina
La distanza e la profondità di campo
scelte stilistiche sull’angolo di ripresa e la scelta dell’obiettivo, così come il piano di messa a fuoco
E tante altre cose. Come si può notare, molti degli elementi tecnici di base sono esattamente gli stessi della fotografia classica, con in più l’attenzione al movimento di attori e macchina da presa, coordinato perché risulti in luce o in ombra secondo il senso che si vuole dare alle immagini e d’accordo con il desiderio del regista, per tutta la durata dell’inquadratura. Ancora più complesso è il lavoro del direttore della fotografia quando le riprese non vengono effettuate secondo il tempo naturale della scena, ma vengono rallentate o accellerate o in caso si usino effetti speciali, miniature ecc. Alla fine delle riprese, dopo che il montatore ha selezionato e messo in sequenza tutte le immagini del film il direttore della fotografia in genere interviene a correggere il diaframma e la composizione dei colori prima della stampa definitiva del negativo o in caso di riprese in digitale prima della produzione della copia campione.
Esempio di palette di colori presenti nel film Her scelti dal regista e dal direttore della fotografia